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giovedì 19 maggio 2016

Come tutto ebbe inizio (quinta parte)





Falco d'argento era impegnato a cercare legna con Tasso, mentre Dragoon, Zephyr e Golden eagle si erano allontanati per cercare in un'altra zona.
Il Principe di Bosco oscuro pensava  insistentemente a Gazzella, cercando di capire perché fosse sempre così scontrosa. Certo, lui non era forse stato il massimo della galanteria, ma lei era veramente permalosa. Camminando sovrappensiero, finì quasi per scontrarsi con Tasso. Si scusò per la goffaggine e colse l'occasione per iniziare una conversazione.
Hai una sorella molto bella. -
Lo so. Ne sono anche molto geloso! -
È un avvertimento? - chiese Falco d'argento.
Tasso era piegato a raccogliere dei rami spezzati; si raddrizzò e si voltò verso l'interlocutore, sforzandosi di continuare ad essere gentile.
Diciamo che, per ora,  è solo un'informazione. - aspettò qualche secondo,  poi gli rivolse di nuovo la parola - Vuoi chiedermi qualcosa? -
Falco d'argento interruppe la ricerca e, senza girarci intorno, pose la sua domanda.
Tu e Gazzella ci avete salvati, e di ciò vi sono riconoscente, ma non posso fare a meno di notare una certa ostilità nei nostri confronti. In lei è evidente, mentre tu la celi meglio. - Si fermò, posò a terra il mucchietto di legna raccolto e continuò. - Perché? E perché ci avete aiutati se vi fidate così poco di noi? -
Tasso si irrigidì, guardò a terra e spostò con il piede un rametto per controllare se potesse andare bene per il fuoco. Si erano inoltrati nel bosco e la musica ed il chiacchiericcio provenienti dalla radura si udivano appena. Gli unici rumori erano il canto degli uccelli notturni e l'ululato dei lupi, accompagnati dal fruscio delle fronde degli alberi agitate dal vento caldo. Tra i due uomini regnava il gelo; la sentinella di Piccolo bosco delle ninfe non osava rispondere a quella domanda che, per quanto legittima, gli appariva totalmente inopportuna. Prese ancora un po' di tempo prima di rispondere, ma infine si decise.
Vedi, Principe di Bosco oscuro, Gazzella è la mia sorellina minore; la più piccola, ma non l'unica! Mia madre diede alla luce tre maschi ed una femmina oltre a noi. -
- Ah sì? E dove sono? -
Tasso deglutì abbassando la testa e stringendo i pugni. La risposta che uscì dalla sua bocca fu pronunciata sotto voce, quasi trattenendo il fiato, ma bastò per fare gelare il sangue nelle vene di Falco d'argento.
Sono morti! - Tasso sollevò lo sguardo, fissandolo negli occhi del suo interlocutore e scandendo lentamente ogni parola, questa volta con tono più alto - Uccisi dai purosangue di Bosco oscuro! -
Falco d'argento rimase in silenzio a lungo: ora capiva le parole di Horse, Puma e Colomba nonché il comportamento di Gazzella. I suoi fratelli e sua sorella erano fra quelle centinaia di sentinelle uccise senza pietà dal suo popolo. Alla luce di ciò,  tuttavia, il comportamento tenuto dai suoi salvatori gli sembrò ancora più assurdo. 
Ma, se i membri del mio bosco hanno ucciso i tuoi fratelli, perché ci avete aiutati? Perché avete salvato me che sono un figlio del generale? -
- Perché ho pensato che se volevano uccidervi dovevate essere diversi da loro. Che non rispettaste i canoni della "perfetta sentinella di Bosco oscuro" idealizzati dal vostro generale. E poi perché, come tua madre ti ha insegnato il rispetto per le vite altrui, i miei genitori mi hanno insegnato a non giudicare qualcuno unicamente per la sua provenienza. - Si fermò un attimo, sorrise e, ricominciando a raccogliere la legna, disse: - ultimo motivo, ma non meno importante, è che ho dato fastidio a Golden hawk, ostacolando i suoi progetti! -
Falco d'argento pensò a quanto doveva essere furioso il fratellastro.
- Prega i Grandi Spiriti che lui non riesca mai a metterti le mani addosso o Gazzella resterà senza fratelli! Sarebbe un peccato. Sono certo che lei tenga moltissimo a te. La fai sentire al sicuro.  -
A dire il vero, io spero che trovi presto qualcuno che si prenda cura di lei quando io sono a Bosco diamante. - sospirò - Le ho presentato molti uomini, ma non ce n'è mai stato nessuno che le piacesse. Non posso biasimarla, però: li ha sempre messi tutti al tappeto in pochi secondi. -
- Allora è davvero forte come dicono le amiche. - Disse Falco d'argento.
Tasso annuì.
Ne dubitavi? Si allena intensamente da sola e quando io torno lo fa con me, quasi senza tregua. Ormai credo sia diventata più forte di chiunque altro qui al bosco. - Si avviarono per tornare alla radura e vennero raggiunti da Dragoon, Golden eagle e Zephyr, piuttosto carichi di legna. - Se non mi credi mettila pure alla prova. Sfidala! Sono pronto a scommettere che ti lascerà senza parole. -
La conversazione si chiuse lì, poiché, giunti nella radura, trovarono ad attenderli  le quattro ragazze che nel frattempo avevano preparato la cena per tutti.
Falco d'argento non rimase indifferente all'invito di Tasso e, qualche giorno dopo, propose a Gazzella di allenarsi insieme alla sua squadra, sfidandoli uno alla volta. Se avesse atterrato il primo e si fosse sentita di andare avanti, si sarebbe scontrata con il successivo fino ad atterrarli tutti e quatto. Il guanto di sfida fu raccolto ed il primo a farsi avanti fu Zephyr. In pochi minuti la ragazza lo mise al tappeto ed altrettanto fece con gli altri due. Falco d'argento, l'ultimo rimasto, accusati i tre amici di averla sottovalutata, si preparò al combattimento. Si trovavano l'una di fronte all'altro, fra gli alberi secolari di una pineta. Sotto i loro piedi scricchiolava un tappeto di aghi di pino, mentre si scrutavano camminando lentamente in circolo, analizzandosi l'un l'altra. Intorno a loro si era riunito un piccolo gruppo di sentinelle, che li osservava con curiosità; Tasso, Germano, Puma, Colomba ed Horse non perdevano un solo movimento ed anche i tre sconfitti osservano con attenzione lo scontro. Ad un tratto Gazzella scattò in avanti, pronta a colpire, ma Falco d'argento fu pronto a schivare il colpo e reagire. Tentò di afferrare la ragazza e lei rispose provocando un forte vortice di sabbia che lo sbalzò indietro. Il tempo di realizzare cosa lo stesse colpendo e lui lo contrastò, evocando un muro di ghiaccio per ripararsi. Gazzella, tuttavia, non  restò impreparata: si scagliò nuovamente contro l'avversario, tentando di colpirlo con una serie di pugni e calci, che lui parò non senza difficoltà.  Falco d'argento passò al contrattacco ghiacciando il terreno sotto i piedi della ragazza, rendendole così difficoltoso lo stare in piedi; si lasciò scivolare sulla lastra gelida nel tentativo di sferrarle un calcio alle caviglie per farla cadere. Quando fu a pochi centimetri da lei, delle grosse radici emersero dal terreno, spaccando il ghiaccio ed attorcigliandosi con forza attorno al Principe di Bosco oscuro, bloccandolo come  i serpenti costrittori fanno con la preda. La presa iniziò a farsi più serrata e lui si sentì stritolare.
Ali glaciali! - Gridò, e dalla lastra spaccata prese vita un enorme falco, che spezzò con gli artigli ed il becco le radici che legavano la sentinella. Lui si fermò un momento per  riprendere fiato  e tossì un poco; con un cenno della mano dissolse il rapace di ghiaccio, poi sollevò lo sguardo per cercare Gazzella, ma non la trovò. Approfittando della sua distrazione, era sparita in mezzo alle fronde. Falco d'argento si concentrò intensamente per tentare di individuare la sua posizione e la percepì mentre si spostava da un ramo all'altro con movimenti svelti e irregolari. Continuò a seguirne l'andamento per come poteva, fino a quando non decise che era il momento di colpire: si voltò lanciando dalla mano un getto d'acqua della potenza di un idrante, ma si rese presto conto di essere stato giocato. Gazzella balzò allo scoperto dai rami di un albero alle sue spalle, colpendolo violentemente con un calcio sulle gambe. Lui cadde in terra senza avere il tempo di reagire, poiché lei gli assestò un secondo colpo alla schiena atterrandolo con decisione. Pochi istanti dopo, Falco d'argento si rimise in piedi, si scrollò di dosso la terra e gli aghi di pino rimasti sugli abiti e sui capelli e porse la mano a Gazzella.
Ti faccio i miei complimenti! Credevo che Zephyr e gli altri ti avessero sottovalutata, ma sono costretto ad ammettere che non è così. Nessuno mi aveva mai atterrato con tanta facilità! -
Gazzella strinse la sua mano freddamente, seppure con una certa soddisfazione.
Spero che non ripeterai l'errore di credere che una sentinella sia debole solo perché è una donna. - Disse.
No, non faccio mai due volte lo stesso errore. Sappi però che la prossima volta andrà diversamente! - rispose lui.
Non illuderti troppo! -
Lei continuava a parlare con distacco, ma qualcosa nel suo sguardo era cambiato. Le amiche, il fratello ed il cugino le si avvicinarono per complimentarsi e lui raggiunse il resto della squadra.
Falcorn, che ti è successo? È uno scudo; tu avresti potuto batterla facilmente! - Golden eagle gli si avvicinò contrariato. Zephyr gli tolse un ago di pino rimasto fra i capelli e poi diede una pacca sulla spalla all'amico. - È vero, avrebbe potuto usare una spacca-scudi, ma le avrebbe fatto male. In fondo era solo un gioco, non era il caso di andarci giù tanto pesanti. -
Falco d'argento concordò con Zephyr e volse lo sguardo su di lei. Ne era affascinato e continuava a pensarla costantemente. Non ne capiva il motivo,  ma quel pensiero assomigliava sempre di più ad un'ossessione. Lei, invece, sembrava volerlo evitare, sebbene per qualche motivo apparisse impossibile; ovunque andasse era certo che, prima o dopo, si sarebbero incontrati.
Passarono i mesi e l'ossessione di Falco d'argento per Gazzella crebbe sempre più. Molte volte gli amici lo avevano sorpreso a fissarla come stregato. Appariva sempre più nervoso e scontroso ed anche loro cominciavano a percepire un certo disagio, in particolar modo quando si trovavano insieme alle quattro ragazze. D'altro canto, ognuno di loro era abituato ad avere un rapporto molto più fisico che verbale con le donne e questa strana situazione li rendeva irrequieti.
Un giorno, mentre si allenavano, Golden eagle riuscì a stento a bloccare un colpo prima che centrasse in pieno Falco d'argento, che si era nuovamente distratto a guardare Gazzella. La sentinella del fuoco non ne poté più e, dato un debole pugno in testa al compagno per ridestarlo, lo invitò a sedersi e a parlare.
Ascolta Falcorn, è evidente che quella donna ti attrae enormemente. - Si fermò e deglutì, cercando le parole giuste per continuare - Perché non provi ad avvicinarla un po'? - 
- Avvicinarla? - ripetè Falco d'argento.
Sì. Ecco... vedi, quello che intendo dire... -
So perfettamente cosa intendi dire! - ringhiò lui - ma non posso fare a meno di meravigliarmi di un tuo simile pensiero! -
Golden eagle lo guardò perplesso. - Cosa c'è di tanto scandaloso? -
- È una donna di Piccolo bosco delle ninfe ed io sono un Principe di Bosco oscuro - 
- E con ciò? Siamo stati esiliati, Falcorn. Non c'è più alcun motivo di preoccuparsi di Bosco oscuro! - ribatté Golden eagle. - Senza dimenticare che loro ci hanno accolti come se appartenessimo alla loro gente, mentre il nostro popolo ci vuole morti! -
Falco d'argento abbassò lo sguardo. Non erano solo le sue origini a trattenerlo, ma qualcosa di più doloroso.
Falcorn, - continuò Golden eagle - sappiamo benissimo entrambi qual'è il vero motivo che ti trattiene, ma... insomma, vuoi davvero passare il resto della tua vita da solo? -
- Come posso cercare un'altra donna ora, Golden eagle? Gabbiano è morta sotto i miei occhi. Il Generale l'ha uccisa senza che lei avesse fatto nulla, solo per punire me! E mio figlio.... -
Si interruppe. Lo scricchiolio di un ramo spezzato attrasse la sua attenzione. Diresse lo sguardo nella direzione del rumore e si preparò a colpire, ma, appena prima che lo facesse, riconobbe la sagoma di Germano.
Chiedo scusa, non volevo origliare. Stavo raccogliendo del muschio per Dog. - mostrò loro un sacchetto mezzo pieno - Ho sentito le vostre voci e mi sono avvicinato per proporvi di darmi una mano, ma temo di essere arrivato in un momento inopportuno. -
Falco d'argento abbassò il braccio e rilassò i muscoli del corpo.
Ti aiuteremo volentieri, ma dimmi... cosa hai sentito? - chiese scostandosi i capelli dagli occhi.
Qualcosa a proposito di una donna uccisa. - rimase in silenzio per un momento, come se tentasse di capire se fosse il caso o meno di porgli una domanda. Decise di farlo. - Era tua moglie?  -
Falco d'argento annuì sospirando. - Purtroppo non ho potuto proteggerla dalla furia del Generale di Bosco oscuro. -
Oh,  mi dispiace! - Esclamò Germano scuotendo tristemente la testa. - Hai anche un figlio? -
Sì, di otto anni. Lui è rimasto a Bosco oscuro; mio padre non rinuncia ad una buona sentinella se può plasmarla a suo piacimento - strinse i pugni con tanta violenza da ferirsi i palmi delle mani - ed un bambino è facilmente influenzabile! -
Tutti e tre tacquero e si dedicarono alla ricerca del muschio per il curatore, ma Germano si sentiva triste; aveva sempre giudicato i membri di Bosco oscuro come incapaci di provare sentimenti di affetto, ma ora aveva visto la sofferenza negli occhi del Principe e si sentiva colpevole per aver espresso un giudizio così ingiusto. Nessuno di loro parlò più di quelle vicende così dolorose; Falco d'argento ne fu sollevato e, lentamente, cominciò a lasciarsele alle spalle.











Come tutto ebbe inizio (quarta parte)








Falco d'argento e gli altri continuarono a girare per il bosco, stupendosi di come, nonostante la rivalità fra i loro popoli, fossero tutti gentili e disponibili con loro. Camminavano nel mezzo di un querceto, quando Zephyr d'un tratto si fermò.
Che hai? - chiese Dragoon allarmato, temendo che l'amico stesse male.
Sapete cosa sto pensando? - disse lui a denti stretti - Se, durante la grande guerra, Piccolo bosco delle Ninfe ha distrutto il nostro piano dimensionale, dobbiamo essercelo davvero meritato! -
Gli amici lo guardavano stupiti, domandandosi se, durante lo scontro con Golden hawk, non avesse preso troppe botte in testa.
Ma che stai dicendo, Zephyr? Che vuol dire che lo abbiamo meritato?  -
Pensateci. Dopo la distruzione di Bosco oscuro, il Generale Falco dorato ha dichiarato guerra senza esclusione di colpi a Piccolo bosco delle Ninfe. Le sentinelle di Bosco oscuro hanno ucciso decine se non centinaia di loro eppure, ora che noi siamo stati esiliati, sono ugualmente intervenuti per impedire che morissimo e ci hanno accolti nel loro bosco. - Si fermò, guardò gli amici uno ad uno e riprese - Credete che i nostri lo avrebbero fatto? -
Gli altri tre abbassarono lo sguardo. Loro stessi, se si fossero trovati al posto di Tasso e gli altri, avrebbero lasciato che li uccidessero e certamente non sarebbero stati ospitali con dei membri di Piccolo bosco delle Ninfe. Scossero la testa e continuarono a camminare. Più di una volta avevano messo in dubbio la correttezza degli insegnamenti ricevuti a Bosco oscuro; ora quei dubbi crescevano più che mai.
La sera si recarono nella radura grande per cenare. Era uno spazio aperto in mezzo ad un fitto bosco di conifere. Le sentinelle lo avevano attrezzato di grandi bracieri di pietra sui quali cucinavano; accanto ad ogni braciere, su un ripiano scavato nella roccia, avevano collocato gli ingredienti e gli attrezzi per preparare i pasti. Sedevano e si poggiavano su grossi sassi o su sedie e tavoli costruiti sfruttando i rami ed i tronchi degli alberi morti. Oltre ai bracieri, la sera accendevano un grande fuoco intorno al quale si sedevano tutti insieme; uomini, donne, bambini, adulti e anziani di ogni rango si radunavano per mangiare, bere, suonare e divertirsi con canti e danze.
Appena arrivati, Falco d'argento e gli altri cominciarono a guardarsi intorno confusi. Non avevano ancora mai mangiato all'esterno dell'infermeria; fino ad allora era stato sempre Dog a portar loro il cibo. Mentre camminavano in mezzo alle altre sentinelle, cercando di raccapezzarsi, si  ritrovarono davanti Gazzella, la quale gli rivolse uno sguardo gelido.
Qui non ci saranno donne a servirvi. Se volete mangiare dovete organizzarvi da soli. - disse la ragazza scontrosamente.
Falco d'argento le si avvicinò.
Vorresti essere così gentile da spiegarmi perché ce l'hai tanto con noi? Non te la sarai presa così solo perché ho creduto che fosse stato un uomo a salvarmi, vero?  -
Lei non disse nulla, si limitò a voltargli le spalle e andarsene.
- Quella donna comincia a darmi ai nervi! - Esclamò Falco d'argento vedendo gli amici avvicinarsi.
Non sarà invece che ti piace, Falcorn? - sghignazzò Dragoon. - Abbiamo notato come la guardi, sai? - 
- E come la guarderei, sentiamo? -
Come uno interessato ad... "approfondire la conoscenza". - intervenne Golden eagle.  - E c'è da dire che lei ha degli ottimi argomenti da "approfondire". Peccato che la divisa non le renda giustizia! -
Tracciarono con le mani le sinuosità di un corpo femminile e Falco d'argento sbottò, in un misto di nervosismo ed imbarazzo.
Smettetela di fare gli stupidi! È una donna di Piccolo bosco delle Ninfe e poi... sapete benissimo che anche se fossi attratto, e non è così,  non potrei comunque fare nulla. Non sarebbe giusto! -
Lui si rabbuiò ed ebbe un forte fremito di rabbia. Digrignava i denti con violenza, furente, quasi ringhiando, fino a quando Zephyr gli si avvicinò, gli pose la mano sulla spalla con aria seria e lo fissò negli occhi.
È vero Falcorn, è troppo presto per fare certi pensieri. - poi rivolse un sorriso malizioso all'amico e continuò - Però non puoi negare che abbiano ragione. Gli "argomenti" non le mancano affatto! -
Il capo squadra lo guardò con l'espressione attonita, poi, tutti e quattro sbottarono a ridere.
Gazzella aveva un fisico molto ben fatto, alta e slanciata, con le curve nei punti giusti ed abile nel metterle in mostra con ogni suo movimento. Aveva una bella pelle olivastra, illesa da segni o cicatrici. Nonostante combattesse con ferocia, infatti, nessuno era mai riuscito a scalfirla. Il viso dai lineamenti dolci, era incorniciato da bellissimi capelli verdi, lunghi e setosi, che la ragazza raccoglieva in una grossa treccia. Gli occhi, anch'essi verdi, grandi e luminosi, celavano uno sguardo deciso. La gemma verde incastonata sulla fronte brillava costantemente, illuminando ancora di più il  bel viso.
Mi spiegheresti una cosa, Falcorn? - una volta smesso di ridere, Dragoon si rivolse all'amico - Quella donna ci detesta. Perché insisti così tanto per parlarle, che senso ha? -
Mi incuriosisce. Non ho mai visto una donna come quella e vorrei riuscire a capirla. - rispose mentre armeggiava con un mestolo, cercando di comprenderne l'utilizzo.
Stavano ancora parlando di Gazzella,  giostrandosi in improbabili tentativi culinari, quando improvvisamente calò il silenzio fra i presenti. Tutti coloro che li circondavano posero il pugno destro sul cuore ed eccennarono un inchino in segno di rispetto. I quattro amici si voltarono verso il punto fissato dagli altri e videro sette sentinelle in piedi, ferme ad osservarli. Indietreggiarono istintivamente, fino a quando uno dei sette si schiarì la voce e parlò.
Voi dovete essere i quatto membri di Bosco oscuro giunti qui dopo essere stati salvati dai miei figli e mio nipote. - L'uomo li scrutava attentamente, attendendo un cenno di risposta. Quando questo arrivò, lui continuò. - Mi presento,  io sono Thiriïm, uno dei membri del Consiglio degli Anziani e qui, alle mie spalle, sono gli altri sei. Tasso ci ha raccontato la vostra storia e, sebbene i nostri boschi non siano associati da sentimenti di fratellanza, sappiamo che non si giudicano gli uomini solamente in base alla loro provenienza. Sarà per noi un grande onore ospitare un Principe di Bosco oscuro e altre tre sentinelle di alto rango, se vorrete fermarvi qui. - Li scrutò attentamente prima di continuare - Devo avvertirvi, però, del fatto che le nostre usanze sono molto diverse dalle vostre e che, se accetterete di restare, dovrete adeguarvi a noi. -
Falco d'argento fece un passo avanti, pose il pugno destro sul cuore e si inchinò in segno di rispetto.
Anche a nome dei miei compagni, voglio ringraziare il Consiglio e tutto Piccolo bosco delle Ninfe per l'opportunità che ci state offrendo. Siamo dei reietti e non abbiamo un posto in cui andare; accetteremo quindi con grande piacere ed onore l'opportunità che ci viene data. Dal momento che ci avete concesso la salvezza, ci metteremo a vostra completa disposizione così da poter ripagare la vostra ospitalità. -
I sette anziani annuirono soddisfatti e Thiriïm parlò di nuovo.
Parli bene, Principe di Bosco oscuro! Non nego che mi sarei aspettato maggiore diffidenza da un figlio del generale Falco dorato. Se volete ripagare la nostra ospitalità, non temete: qui c'è lavoro per tutti! - Si avvicinò a Falco d'argento e gli diede una pacca sulla spalla, sorridendo. - Tuttavia sarete ancora piuttosto deboli e sconvolti e dovrete abituarvi lentamente al nostro stile di vita. - rise divertito, indicando ai quattro uomini il bracere vicino al quale si trovavano; loro arrossirono mentre Thiriïm continuava a parlargli. - Stasera sarà Gazzella ad aiutarvi e spiegarvi dove trovare tutto ciò che vi occorre e come utilizzarlo. Non esitate a chiedere a lei. È un po' scontrosa con gli uomini, ma ha un cuore d'oro. -
- Abbiamo avuto modo di notarlo. - disse Zephyr lanciando un'occhiata divertita alla ragazza.
L'anziano gli rivolse un occhiolino e chiamò la figlia. Gazzella ubbidì di mala voglia, ma mostrando agli uomini tutto ciò che gli era necessario. Falco d'argento non le toglieva gli occhi di dosso, con uno sguardo affascinato e godurioso, tanto che infine la ragazza si irritò.
Di' un po', principino: non hai mai visto una donna in vita tua o hai un motivo preciso per fissarmi in quel modo? -
L'uomo le rispose con voce suadente e con un pizzico di ironia, ma senza mai scostarle gli occhi di dosso.
- Ti metto in imbarazzo, forse?  -
Gli amici, dal canto loro, si scambiavano occhiate maliziose. In aiuto di Gazzella accorsero le quattro amiche, ricordandosi "casualmente" che nel precedente incontro non si erano nemmeno presentate.
Io sono Puma. - cinguettò l’elementale del fuoco - e queste sono Colomba e Horse. Siete riusciti a trovare tutto ciò che vi occorre? -
Un ammiccante battito di ciglia e Dragoon, Zephyr e Golden eagle furono in suo potere. Falco d'argento, invece, restava concentrato su Gazzella, ma fu Tasso ad intervenire per togliere la sorella dall'imbarazzo. Chiamò il membro di Bosco oscuro e lo invitò a seguirlo per aiutarlo a raccogliere un po' di legna per il fuoco. Con la stessa scusa, poi, reclutò anche gli altri tre e si allontanò.
Pazzesco quanto siano incapaci quei quattro. Non sanno nemmeno come si usa un mestolo - Colomba si meravigliò delle difficoltà riscontrate dai loro ospiti. - Saranno troppo abituati ad essere serviti e riveriti! -
Sono semplicemente uomini! - sottolineò Puma
Già, gli uomini! - sbuffò Horse ordinandosi i capelli - credono di essere invincibili, ma basta fargli un po' di occhi dolci e non capiscono più niente. Sono davvero patetici! -
- Però il principino non si è fatto distrarre.  Era concentratissimo su Gazzella. 
Be' non è niente male con quell'aria da supersentinella. - ridacchiò Colomba dando un colpetto di gomito all'amica.
Gazzella arrossì.
Oh, smettetela tutte e tre! Non è divertente! -
Vuoi forse dire che è brutto? - ribatté Colomba.
- No, voglio dire che non mi interessano certe sciocchezze! - 
Senza aggiungere altro, Gazzella cominciò ad armeggiare con pietanze e bracere per preparare la cena. Le amiche tentarono di riprendere il discorso, ma dovettero tacere in seguito ad uno sguardo furente della ragazza,  così si limitarono ad aiutarla con la cena, ripiegando su altri argomenti.









Come tutto ebbe inizio (terza parte)






Germano chiese al cugino se sapesse per quale motivo i quattro avessero reagito in quel modo e lui, smesso di ridere, non tardò a rispondergli.
I purosangue di Bosco oscuro sono un pochino misogini. Le loro donne non hanno poteri e non combattono come le nostre. A dire il vero, da quanto so io, le donne di quel bosco non fanno assolutamente nulla; non possono rischiare di offendere gli uomini con un'eccessiva intraprendenza; verrebbero punite. - Si fece serio e posò di nuovo lo sguardo su Falco d'argento. - Se poi rivolgessero la parola senza permesso ad un Principe di Bosco oscuro, un figlio del Generale Falco dorato, non so davvero cosa potrebbe accadergli. -
Se ti stai riferendo a me, Tasso, sbagli nel tuo giudizio! - Falco d'argento aveva ritrovato la sua compostezza. - Ammetto di non essere abituato ad avere un rapporto paritario con le donne, né tanto meno al fatto che qualcuna di esse mi si rivolga in quel modo, ma non ne colpirei una tanto alla leggera. - Chiuse gli occhi e respirò a fondo, cercando di non pensare al dolore che provava ancora nonostante le cure di Dog. - Per motivi di salute, ho passato molto tempo accudito da mia madre, Civetta, prima che morisse. Lei mi ha insegnato ad avere più rispetto per le vite altrui. -
Tasso sorrise, finalmente aveva avuto risposta alla sua domanda.
- Se sei figlio di Civetta, ciò vuol dire che sei fratello completo del grande Generale di Bosco diamante. Ora capisco perché Golden hawk non era minimamente preoccupato all'idea di eliminarti. -
Falco d'argento annuì.
So che hai una certa stima nei confronti di mio fratello, il Generale. Le rare volte in cui è tornato a Bosco oscuro mi ha parlato di te, in maniera più lusinghiera di quanto non faccia il mio fratellastro, senza dubbio. - Falco d'argento sorrise, il pensiero del fratello di sangue sembrava rallegrarlo. - Lui andò via da Bosco oscuro quando io non ero ancora nato; mia madre mi raccontò che aveva sfidato mio padre per proteggerla e che aveva avuto la meglio. Tuttavia, sebbene abbia avuto l'occasione di ucciderlo, Silver hawk non è mai stato come Falco dorato, così gli risparmiò la vita e se ne andò da Bosco oscuro. Il Comandante di Bosco diamante assistette allo scontro e lo invitò ad andare con lui per entrare nelle Guardie Reali. In seguito salì di livello  e rango fino a divenire lui stesso Generale. Quando mio padre lo venne a sapere andò su tutte le furie. Non solo lo aveva sconfitto in battaglia, ma lo aveva anche superato in grado. - sospirò - A quanto pare io glielo ricordo molto, perché non mi ha mai avuto in simpatia. - 
Finito il racconto tornò serio. Alla sua mente erano riaffiorati altri ricordi, pensieri che lo rendevano triste e gli causavano rabbia. Gli amici gli si avvicinarono in segno di conforto. Tasso sapeva bene a cosa stava pensando; anche il generale di Bosco diamante gli aveva raccontato quella storia ed il suo finale. Non insistette ulteriormente, ma gli rivolse un invito.
Siete ancora deboli e dovete riposare, ma quando vi sentirete di alzarvi vi porterò a fare un giro per il nostro bosco. Siete i benvenuti qui e potrete fermarvi fino a quando vorrete. - Fece per allontanarsi, poi ci ripensò e si girò nuovamente a guardarli. - Lo sarete fino a quando terrete le zampacce lontano dalla mia sorellina Gazzella! Se vi farete venire in testa strane idee vi ucciderò con le mie mani, sono stato chiaro? -
I quattro annuirono e lui se ne andò, lasciandoli soli.
Due giorni dopo, finalmente, le quattro sentinelle furono in grado di lasciare l'infermeria e Tasso, come gli aveva promesso, li portò a vedere il bosco. La prima cosa che saltò agli occhi degli ospiti, fu l'ascendente che la loro guida aveva sulle donne. Lui era sicuramente un bel tipo, alto e dal fisico prestante, gli occhi color smeraldo sui quali ricadevano degli arruffatissimi capelli verdi che nascondevano la gemma sulla fronte e una bella carnagione scura scavata qua e là dalle cicatrici di una vita spericolata. Tasso non era certamente il tipo che si tirava indietro davanti al pericolo e di segni sulla pelle ne aveva parecchi, ognuno dei quali era legato ad una storia avvincente che lui sapeva raccontare con dovizia di particolari e suspense. Era un bell'uomo ed era intelligente, furbo, simpatico, dolce e generoso, il massimo che una donna potesse desiderare. Una donna di Piccolo bosco delle ninfe, almeno.
Continuavano a camminare insieme, attraversando tratti alberati e radure, incontrando sentinelle di ogni livello e rango, costeggiando il torrente o allontanandosi da esso, fino a quando non giunsero in un'area erbosa aperta dove trovarono Gazzella. La ragazza si stava allenando insieme alle tre compagne di squadra; aveva una grande forza fisica e notevole volontà e si mostrava sempre concentrata su ciò che faceva. Ci volle un po' perché si accorgesse dei cinque uomini. 
Notando la presenza del fratello, invitò le amiche a fare una pausa e si avvicinò al piccolo gruppo, seguita a ruota dalle altre tre.
Cosa fate qui? - chiese.
Gli sto mostrando il bosco. Sono di nuovo in grado di stare in piedi, anche se credo che ci vorrà un po' prima che tornino completamente in forma. - 
Falco d'argento guardava attentamente la ragazza, poi decise di tentare di parlarle un'altra volta.
Ti ho vista allenare, non pensavo fossi così brava. Sei un ottimo scudo! -
Lei lo guardò freddamente e gli rispose solo un secco "Grazie!".
Una delle amiche la sgridò.
Oh,  insomma Gazzella, non essere così dura. Stava tentando di essere gentile. Non è colpa sua se non ha mai visto una donna combattere. - Ammiccò verso di lui. 
Un'altra delle ragazze si avvicinò per dare man forte all'amica e si rivolse a Falco d'argento. - Purtroppo Gazzella è molto permalosa e non sopporta chi crede che sia debole solo perché è una donna. -
Già! - aggiunse l'altra - anche perché lei è molto forte, sai? Anche più di un uomo. -
Falco d'argento sorrise ironicamente.  - Addirittura più di un uomo? -
Gazzella gli si avvicinò con rabbia, accostando il viso al suo e fissandolo negli occhi con aria di sfida. - Perché, non ci credi forse? -
Lui indietreggiò divertito. - Oh, no, no, ci credo. Di un uomo di Piccolo bosco delle Ninfe sicuramente... -
Lei diventò paonazza per la rabbia e gli ringhiò contro - Perché non mi metti alla prova, bellimbusto? -
- Non oserei mai colpire una donna che mi ha salvato la vita. - continuò lui impertinentemente, mentre lei gli si avventava contro sollevando le maniche della maglia.
Dammi solo un minuto e vi metto al tappeto tutti e quattro, brutto sfrontato di un uccellaccio spennacchiato! -
Tasso intervenì per bloccare la sorella e portarla via,  mentre Falco d'argento e la sua squadra ridevano sotto i baffi.
Una delle amiche li mise in guardia. - Non dovete schernirla e sottovalutarla. Gazzella si è allenata tutta la vita solo per poter affrontare e sconfiggere i membri di Bosco oscuro. Ti ha salvato perché è stata un'idea del fratello, altrimenti ti avrebbe certamente lasciato annegare. -
Zephyr, l'unico dei quattro che era rimasto serio tutto il tempo, parlò alle ragazze. - La sua non è semplice rivalità nei confronti del nostro bosco, ha un forte astio verso quelli come noi. Posso chiedervi perché?
Le tre amiche si incupirono all'improvviso, come se ci fosse una risposta molto seria a quella domanda. - Tu puoi chiederlo, ma noi non possiamo risponderti. Vi preghiamo di non provocare Gazzella, la vostra presenza qui la rende molto nervosa. E anche Tasso, sebbene per qualche motivo abbia deciso di soccorrervi, odia Bosco oscuro più di qualsiasi altra cosa. -
Le ragazze si allontanarono e le quattro sentinelle restarono sole nella radura, piene di domande e con pochissime risposte.







Come tutto ebbe inizio (seconda parte)










Passarono diverse ore prima che uno dei membri di Bosco oscuro cominciasse a svegliarsi.
Dove mi trovo? -
- Al sicuro! - Rispose Dog, poi aggiunse. - Almeno credo; questo dipende da te. -
Da me? - La sentinella strizzò gli occhi ripetutamente per mettere a fuoco l'immagine di chi gli stava davanti. Quando finalmente ci riuscì ebbe un sussulto. - Quella è la divisa di Piccolo bosco delle Ninfe! -
Già! E tu ed i tuoi amici vi ritrovate nell'infermeria del bosco. - Dog si avvicinò all'interlocutore e cominciò ad esaminarlo. - Alcune sentinelle sono accorse in vostro aiuto, evitando che i vostri "compagni" vi facessero a pezzi. -
La sentinella di Bosco oscuro si guardò intorno incredula.
Perché dei membri di Piccolo bosco delle Ninfe avrebbero dovuto aiutarci? -
- Questa è un'ottima domanda! - Ironizzò Dog.
Mentre il curatore esaminava il primo, un altro dei quattro riprese i sensi.
- Golden eagle, sei tu? -
- Zephyr! Come stai? -
- Come se mi fosse franata addosso una montagna. -
I due continuarono a parlare per un po', fino a quando anche il terzo cominciò a riprendersi.
Tasso e Germano tornarono in infermeria, chiamarono Dog da parte e gli dissero qualcosa. Il curatore si rivolse allora alle tre sentinelle di Bosco oscuro.
- A quanto pare gli Anziani hanno deciso di darvi una possibilità. Cercate di non sprecarla! -
- Cosa intendi dire? - chiesero - E chi sono quei due? -
- "Quei due" sono quelli che vi hanno tirato fuori dai guai, quindi cercate di moderare i toni! -
Tasso mise una mano sulla spalla dell'amico, facendogli cenno di calmarsi.
- Al momento noi siamo molto più pericolosi per loro di quanto loro non lo siano per noi, Dog. Rilassati! -
Il curatore, da parte sua, borbottò qualcosa e si allontanò per prendere dei contenitori intagliati nel legno dai quali trasse erbe, foglie e polveri varie e cominciò a lavorarle insieme. Tasso si rivolse alle tre sentinelle di Bosco oscuro che avevano ripreso conoscenza.
Permettete che mi presenti: il mio nome è Tasso, sono una sentinella di alto rango di Piccolo bosco delle Ninfe. -
Ah, così sei tu il famoso Tasso! - Esclamò uno dei tre - Golden hawk parla spesso di te quando torna in licenza: dice che sei uno sfrontato ed insopportabile presuntuoso e che spera di vederti morto quanto prima. -
Tasso sorrise soddisfatto; sapere di risultare indigesto all'avversario non lo disturbava affatto. Guardò ancora i tre uomini che aveva davanti.
Posso conoscere i vostri nomi? -
Uno dei tre rispose: - Io sono Zephyr, elementale dell'aria, e loro sono Golden eagle, elementale del fuoco, e Dragoon, elementale della terra. Ti ringraziamo per averci salvato la vita; siamo tutti consapevoli che non si sarebbero fermati prima di vederci spirare. -
Tasso annuì, voltò lo sguardo verso la sentinella ancora priva di sensi, quella precipitata in acqua, e rimase in silenzio con gli occhi fissi su di lui per qualche minuto. Finalmente, poi, si decise a porre ai tre interlocutori la domanda che lo assillava da quando li avevano portati in infermeria.
Quella sentinella - disse indicando l'uomo - è evidentemente un Principe di Bosco oscuro. Perché mai suo fratello avrebbe voluto vederlo morto? -
I tre si voltarono di scatto verso il letto indicato da Tasso, come se improvvisamente si fossero ricordati dell'amico.
Falco d'argento! Credevamo fosse morto in seguito al colpo di Golden hawk. -
Tasso fece cenno di no.
Se l'è vista brutta, ma è stato tirato fuori dall'acqua in tempo. Certo è mal concio, ma secondo Dog dovrebbe riprendersi... e ci si può fidare del nostro curatore! -
Mentre stava per ripetere la domanda, Dog, lo interruppe.
Capisco la tua curiosità, e ti ringrazio per la fiducia, ma ora è il caso di farli riposare un po'. Domani mattina potrai porgli tutte le domande che vorrai, ora invece puoi andare a farti un giro! -
Tasso recepì il messaggio, chiamò Germano ed uscì dall'infermeria.
Dog era buono, ma anche piuttosto autoritario quando si trattava della salute dei suoi pazienti e, siccome quando voleva sapeva essere più distruttivo di un ciclone, era sempre meglio assecondarlo. Era un uomo alto e di grossa stazza, con gli occhi verdi e dei lunghi capelli ricci dello stesso colore, la pelle olivastra ed una gemma verde in fronte. Se ne andava sempre in giro con un coltellino e dei sacchetti attaccati alla cintura nei quali conservava erbe, minerali, funghi, foglie e quant'altro poteva risultargli utile per preparare rimedi medicamentosi. Al collo portava sempre un laccetto al quale era legato il dente di un cane.
La mattina successiva Tasso tornò in infermeria e, dall'esterno sentì le voci di Golden eagle, Dragoon e Zephyr.
Falcorn, finalmente ti sei svegliato. Abbiamo temuto il peggio! -
- Non potresti mai indovinare chi ci ha salvati e dove siamo capitati. -
Tasso entrò nella stanza e vide l'uomo che lo aveva tanto incuriosito finalmente sveglio, seduto sul letto. Era visibilmente debole, ma non sembrava voler perdere il suo contegno.
- E' bello vedervi tutti vivi. Ma cosa intendete dire? Dove ci troviamo? -
Fu Dog a rispondere, rientrando nella stanza con delle scodelle di legno in mano.
Siete nell'infermeria di Piccolo bosco delle ninfe e tu sei vivo per miracolo. Ti hanno tirato fuori dall'acqua appena in tempo, o saresti annegato. Quando ti hanno portato qui sembravi un puzzle smontato. Mai viste tante ossa rotte in un solo corpo! -
Falco d'argento guardò il curatore con l'aria confusa.
Piccolo bosco delle ninfe? Davvero? -
Zephyr si avvicinò all'amico, gli pose una mano sulla spalla ed annuì. - E' stato Tasso a salvarci, la guardia reale. -
- Ad onor del vero non sono stato io a portarlo fuori dall'acqua. - intervenne Tasso. - Mio cugino Germano mi ha aiutato a tirar fuori dai guai voi tre, ma a lui ha pensato qualcun altro. -
Falco d'argento tentò di mettersi in piedi, ma ricadde seduto sul letto non appena si sollevò sulle gambe. Volse lo sguardo verso Tasso e fece un cenno di ringraziamento.
Mi meraviglio molto che delle sentinelle di Piccolo bosco delle Ninfe ci abbiano salvato la vita, soprattutto conoscendo il rapporto che esiste fra te e mio fratello Golden Hawk. Ringrazio te per aver aiutato i miei amici e ti chiedo di chiamare tuo cugino e l'uomo che mi ha salvato, così che possa dimostrargli la mia gratitudine. -
"L'uomo" che ti ha salvato? - Tasso guardò Dog ed entrambi risero.
Non capisco cosa ci sia da ridere... - osservò Dragoon piuttosto irritato. - Hai detto che è stato qualcun altro ad aiutarlo e Falcorn vuole ringraziarlo! -
I due smisero di ridere e guardarono una per una le quattro sentinelle.
Vi chiedo scusa per la mia scortesia. - continuò Tasso - ma, vedete - ridacchiò ancora - c'è un piccolo dettaglio che credo vi lascerà sorpresi viste le usanze di Bosco oscuro. Comunque vi accontenterò; vado a chiamare quella sentinella! -
Uscì continuando a ridere e Dog si avvicinò ai membri di Bosco oscuro sorridendo e porgendo loro le scodelle che aveva portato con sé.
Non ve la prendete. Abbiamo i nostri motivi se ridiamo e presto capirete quali sono. -
Passò circa un quarto d'ora e Tasso rientrò nell'infermeria insieme a Germano.
-Eccoci qui! L'altra sentinella sta arrivando, mentre lui è mio cugino. -
Dog si mise in un angolo per gustare la scena, con un sorrisetto divertito stampato in faccia.
Golden eagle, Dragoon e Zephyr, invece, si stavano avvicinando a Germano per ringraziarlo, quando dalla porta entrò Gazzella.
Eccomi Tasso! Non ho ancora capito perché mi hai fatto interrompere l'allenamento per venire fino a qui! -
I quattro membri di Bosco oscuro sbiancarono improvvisamente ed il volto contegnoso di Falco d'argento assunse un'espressione sconvolta mentre osservava la ragazza, impegnata a legare i lunghi capelli. 
Una donna? - chiese con il tono di chi ha visto un fantasma. 
Gazzella si voltò di scatto e sibilò verso i quattro uomini con le labbra strette e gli occhi viperini.
Qualche problema in merito? -
In quell'istante Tasso e Dog non riuscirono più a trattenersi ed esplosero in una risata tanto forte da fargli lacrimare gli occhi, mentre Germano sembrava stupito come la cugina. Falco d'argento si scosse tentando di tornare a darsi un tono, ma, osservando la ragazza, non poté fare a meno di porle una domanda.
Sei... sei stata davvero tu a portarmi fuori dall'acqua? -
Lei rispose indispettita.
Sì, certo! Non capisco perché tanto stupore! -
Il Principe di Bosco oscuro cercò di tornare in sé e, per quanto la cosa non gli risultasse facile, di porle i suoi ringraziamenti.
Perdona il nostro stupore, spero tu non ti sia offesa. - Si fermò a pensare a cosa potesse dirle, apparendo in seria difficoltà - Non dev'essere stato facile per te trascinarmi fino a riva. -
Lei sbottò - Se intendi dire che sei pesante, ti assicuro che non sbagli! - Si voltò sempre più inviperita verso il fratello - Posso andarmene ora? Hai finito di divertirti? -
Falco d'argento la fermò.
Ti prego di non arrabbiarti, non volevo offenderti. Vedi, il fatto è che una donna di Bosco oscuro non sarebbe mai riuscita a fare ciò che hai fatto tu. Siamo rimasti tutti stupiti per questo. - Attese un attimo in silenzio, cercando di farsi forza per parlare ancora. - Ti ringrazio sinceramente per avermi aiutato e spero mi darai occasione di dimostrarti la mia riconoscenza. -
Evita di guardarmi come se fossi un animale strano e saremo pari! -
Detto questo, Gazzella si girò e se ne andò furiosa, mentre le quattro sentinelle di Bosco oscuro continuavano a guardarla attonite.











Per le altre parti:

Una storia nata da un sogno (Presentazione) - Prologo - Un falco dalle piume argentee (Prima parte) -  Un falco dalle piume argentee (seconda parte) - La sentinella (prima parte) La sentinella (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (prima parte) Come tutto ebbe inizio (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (terza parte) - Come tutto ebbe inizio (quarta parte) - Come tutto ebbe inizio (quinta parte) - Come tutto ebbe inizio (sesta parte) - Come una lepre a marzo - Non è facile fare il papà (prima parte) - Non è facile fare il papà (seconda parte) - Non è facile fare il papà  (terza parte) - Guai in vista (prima parte) - Guai in vista (seconda parte) - Guai in vista  (terza parte) - Guai in vista (quarta parte) - Ritorno a Bosco oscuro  (prima parte) Ritorno a Bosco oscuro  (seconda parte) - 

Come tutto ebbe inizio (prima parte)







Cominciò tutto nella Terra di nessuno, laddove i superstiti di Bosco oscuro si ritirarono in seguito alla distruzione del loro piano dimensionale. Alcune sentinelle di Piccolo bosco delle Ninfe, Tasso, la sorella Gazzella e Germano, loro cugino, stavano perlustrando l'area in prossimità della scogliera quando notarono qualcosa di strano ad un centinaio di metri dal punto in cui si trovavano; altre sentinelle stavano combattendo fra loro. Tasso scostò indietro gli altri due, intimandogli di stare in guardia.
- Portano la divisa di Bosco oscuro. Meglio non avvicinarsi per ora! -
- Per quale motivo credi che si stiano battendo? - domandò la sorella.
Qualsiasi sia il motivo, meglio lasciarli fare ed allontanarsi alla svelta. - suggerì a sua volta Germano. L'idea di avere a che fare con quelle sentinelle non lo entusiasmava. Dai tempi della grande guerra i loro boschi erano nemici e qualunque membro di Piccolo bosco delle Ninfe fosse capitato nelle loro mani, difficilmente era tornato a casa.
- Io invece credo che possa valere la pena indagare. - Tasso osservava la scena con attenzione, senza perdere un solo momento dello scontro. - Stanno combattendo con ferocia! Credo che quei quattro che stanno avendo la peggio siano stati esiliati e, se è così, potrebbe essere interessante portarli dalla nostra parte. -
Gazzella rimase perplessa per l'affermazione del fratello,  ma non si tirò indietro.
Allora andiamo senza perdere altro tempo o quei quatto saranno fatto a pezzi! -
- Dove credi di andare tu? - Il fratello ed il cugino le si pararono davanti, sbarrandole la strada. - Signorina tu resti qui, al sicuro, e non muovi un passo. -
- Che cosa? Non esiste, io vengo con voi! -
Mentre discutevano, la loro attenzione fu richiamata da un rumore e delle grida. Una delle quattro sentinelle aggredite era precipitata in acqua dalla scogliera, mentre gli altri tre erano ormai a terra, allo stremo delle forze. Senza alcuna esitazione, la ragazza si tuffò in acqua per salvare il primo, mentre Tasso e Germano raggiunsero il luogo del combattimento.
Guarda un po' chi si vede! - sul viso di Tasso spuntò un sorrisetto strafottente - Golden hawk, questa si che è una pessima sorpresa. -
La sentinella si voltò a guardarlo, piuttosto contrariata visto che era arrivato a disturbarlo proprio nel momento in cui si preparava a colpire.
Tasso! Anche tu in licenza a quanto pare. Non hai qualche impegno da sbrigare fuori dai piedi? -
- Sì, certo, e lo sto assolvendo; devo perlustrare l'area per assicurarmi che sia tutto in ordine, guarda un po' che caso. -
- Allora pensa a perlustrare e levati di mezzo! Ho da fare! - stridette Golden hawk.
Tasso lo fissò dritto negli occhi, sfidandolo apertamente.
E se non lo facessi? A quanto pare qui sulla scogliera non è tutto in ordine. Se me ne andassi non svolgerei il mio compito. -
Le sentinelle di Bosco oscuro si posizionarono in assetto d'attacco, ma non colpirono; si limitarono ad intimare ai due ragazzi di andarsene.
Non abbiamo tempo da perdere con voi. Sparite o saranno guai! -
Tasso non appariva minimamente intimorito, mentre Germano restava alle sue spalle, sperando di non dover arrivare al combattimento.
Cosa avresti intenzione di fare, Golden hawk, attaccarci? Sai bene che le guardie reali non possono lottare fra loro. Io di certo non mi tirerei indietro, ma non vorrei che il generale di Bosco diamante lo venisse a sapere. - sorrise - Sarebbe imbarazzante dovergli dare delle spiegazioni! -
Furente di rabbia, Golden hawk indietreggiò, facendo segno ai suoi uomini di fermarsi.
Dobbiamo gestire degli affari interni. Ho ordini ben precisi dal generale di Bosco oscuro e non ho intenzione di tornare a mani vuote, quindi non ti impicciare!-
- Gli affari interni sarebbero le vite di questi quattro? E che avranno mai fatto per meritare una fine simile? -
- Non ti riguarda! - ringhiò - Lasciaci fare e basta. Sono reietti di Bosco oscuro; la loro sorte non è tua competenza! -
Tasso dissentì.
Temo che non sia possibile. Bosco oscuro o meno, non posso permetterti di uccidere delle sentinelle. Va contro il mio ruolo di guardia reale... e contro il tuo. -
Golden hawk si trattenne a stento dall'aggredirlo; avrebbe passato guai ingaggiando lotta contro un'altra guardia reale e, soprattutto, era conscio del fatto che Tasso non fosse un bersaglio facile. Richiamò i suoi uomini e diede ordine di ritirarsi, poi si avvicinò minaccioso all'interlocutore.
Me ne vado, ma ti farò pagare molto cara questa intromissione. - Si voltò verso i tre uomini semisvenuti e gli rivolse un avviso. - Ve la siete cavata grazie a questi impiccioni ma, se mi capiterete a tiro, porterò a termine il lavoro ed eliminerò anche voi tre come ho fatto con lui. Fate un bel funerale al vostro amico, se riuscite a recuperarlo! - Sogghignò al pensiero dell'uomo scaraventato in mare e se ne andò.
Sebbene Golden hawk ne fosse convinto, tuttavia, il quarto membro del gruppo non era morto. Gazzella era riuscita a trovarlo e lo stava trascinando fuori dall'acqua. Portato lui fino alla spiaggia, lei si lasciò cadere sulle ginocchia per riprendere fiato. Lo rivoltò sulla schiena e gli scostò i capelli bagnati dal viso. Fatto ciò, provò una strana sensazione; avvicinò l'orecchio al petto per sentire se il cuore batteva e si sentì avvampare. Si scosse un po' per togliersi quella sensazione di dosso e controllò il respiro dell'uomo. In pochi minuti fu raggiunta dal fratello ed il cugino, che camminavano portando in spalla gli altri tre.
Tutto a posto cuginetta? - chiese Germano ancora pallido per la paura.
Io sì. Lui è piuttosto mal messo, ma ancora vivo. - Guardò i parenti e le sentinelle che trasportavano. - ed ora che ce ne facciamo di loro? -
Tasso esitò un secondo nello scegliere la risposta.
- Li portiamo con noi a Piccolo bosco delle Ninfe. Dog saprà sicuramente come curarli e il Consiglio degli Anziani prenderà una decisione in merito. -
- Lo sapevo che vi sarebbe venuta in mente qualche assurda idea del genere! - Squittì Germano - Che i Grandi Spiriti ci proteggano! -
Smetti di lamentarti ed apriamo il varco! - strillò Gazzella.
Tutti e tre si concentrarono e con un rapido gesto delle dita tracciarono una retta perpendicolare al suolo, quasi come a voler tagliare l'aria. Davanti a loro si definì una linea luminosa, che pian piano si allargò fino a divenire una porta. L'attraversarono e si ritrovarono in un grande prato verde vicino ad un lago in mezzo alle montagne. Alle loro spalle si estendeva una fitta foresta di alberi secolari. L'aria era fresca e pura, profumata da migliaia di fiori colorati sui quali si posavano api, farfalle ed altri insetti. Nel cielo terso volavano uccelli, draghi e creature fantastiche di ogni tipo, mentre nell'acqua limpida del lago nuotavano pesci ed uccelli acquatici, disturbati soltanto dai guizzi di qualche sirena.
A poca distanza dalla riva di trovava una struttura in legno, dove un cane nero dormiva accucciato fuori dalla porta. I tre ragazzi si diressero verso l'ingresso, trasportando gli altri che ancora non accennavano a riprendere i sensi.
Quando giunsero alla porta, il cane si svegliò, si stiracchiò pigramente e si diresse verso di loro. Aveva il pelo riccio sul dorso, le orecchie pendule ed un simpatico muso con focature marroncine. Li annusò e scodinzolò in segno di benvenuto. Gazzella lo accarezzò.
Ciao Ciro, c'è Dog? -
Il cane latrò e Gazzella cominciò a guardarsi intorno.
- Si è allontanato per cercare delle erbe e dovrebbe tornare a momenti? Mah, per ora non si vede. Possiamo aspettare dentro l'infermeria? -
Ancora una volta il cane rispose e si avviò all'interno scodinzolando. I ragazzi lo seguirono e depositarono le quattro sentinelle di Bosco oscuro su dei letti vuoti, poi si sedettero ad aspettare; Gazzella si accovacciò accanto a Ciro e passò il tempo dell'attesa carezzandolo sul corpo, mentre il cane, da parte sua, non sembrava avere nulla in contrario nel ricevere queste manifestazioni d'affetto.
Tasso osservava attentamente l'uomo tirato fuori dall'acqua dalla sorella; quando lei lo aveva posato sul letto, si era subito reso conto che c'era qualcosa di strano in lui e nel fatto che Golden hawk lo volesse uccidere.
Passò una decina di minuti e Dog, il curatore, entrò nell'infermeria.
- Ciao ragazzi, che succede? Qualcuno si è fatto male? - Guardò il cane sorridendo - Vedo che Ciro ha fatto gli onori di casa. -
Il cane abbaiò di nuovo scodinzolante, si alzò e corse incontro all'amico poggiando le zampe anteriori sul suo petto e ricevendo in cambio qualche carezza sulla testa. 
Dog notò le quattro sentinelle prive di sensi e chiese spiegazioni ai ragazzi. Inizialmente apparve piuttosto contrariato all'idea di curare dei membri di Bosco oscuro, ma alla fine si convinse; mentre Tasso e gli altri si recavano a parlare con gli Anziani, quindi, il curatore cominciò ad occuparsi dei feriti.



Per le altre parti:

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