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giovedì 25 gennaio 2018

Ritorno a Bosco oscuro (terza parte)

L’atmosfera a Bosco oscuro era tutt’altro che tranquilla. Con le condizioni di salute precarie del generale e il ritorno dei reietti, la tensione era alle stelle. Falco d'argento era considerato un traditore e guardato con diffidenza persino dal figlio, chiamato Silver hawk in onore dello zio. Il ragazzo aveva ormai ventidue anni. Era stato cresciuto dal nonno secondo tutti i crismi di Bosco oscuro, divenendo una macchina da guerra, spietato e crudele, ben diverso dalla sentinella da cui prendeva il nome. Falco d’argento non fu affatto contento di come lo trovò.
- Dannazione! È riuscito a farlo diventare come lui. –
- Già! – Dragoon era fra il disgustato e il preoccupato. – Davvero un bel lavoretto. E riguadagnare la sua fiducia sarà tutt’altro che facile. Non mi pare che ti abbia molto in simpatia.
Golden eagle si guardava intorno con agitazione.
- La situazione sembra addirittura peggiore di quando siamo andati via. Non sarà affatto facile.
D’un tratto, una voce li richiamò all’ordine. 
- Bene, bene! Mio figlio è tornato prima del previsto. Il che è stupefacente! Ero pronto a scommettere che sarei dovuto venire a stanarti, nonostante le mie più che difficili condizioni di salute.
Falco d’argento s’inchinò al cospetto del padre e fece segno ai compagni di fare lo stesso.
- Il grande Generale di Bosco oscuro appare in perfetta forma, malgrado l’accaduto. Nemmeno il veleno può scalfire la sua potenza. –
- Non provare a lusingarmi Falcorn, non ho dimenticato il tuo vergognoso comportamento. - Falco dorato girò intorno alle tre sentinelle per qualche momento. – La vostra squadra ha subito una perdita, vedo. –
- Zephyr ha scelto di non approfittare della Sua benevolenza, Signore, e di rendere permanente il proprio esilio. –
- Ma davvero? – Il generale lanciò un'occhiata a Golden hawk, il quale rispose con un cenno d’intesa con il capo. – Molto coraggioso… o stupido. – 
- Il suo tono non mi piace affatto! – sussurrò Dragoon agli amici.
- Silenzio! – lo redarguì Falco d'argento sotto voce. 
Falco dorato proseguì il suo discorso.
- Noto con piacere che il vostro esilio è servito a rendervi più rispettosi. Certo, spero non pensiate di restare totalmente impuniti per il vostro comportamento passato.
Afferrò Falco d’argento dalla testa e lo sollevò verso di lui. – Tu, in particolare! – lo colpì violentemente nello stomaco, lasciandolo accasciato a terra. Falco d’argento tossì forte. Sentì la voce del padre parlare alle sentinelle di Bosco oscuro. 
- Temo che questi pochi giorni che restano prima del mio forzato ritiro non piaceranno molto al mio successore. Ma questo non deve scoraggiarlo dall’affrontare al meglio il compito che lo aspetta. – Il generale si rivolse direttamente a lui. – Prendila come un’occasione per rinforzare il tuo debole carattere. Perdere quel poco rispetto che ti è rimasto da parte dei membri di Bosco oscuro e dover ricominciare da zero, ti aiuterà a diventare un Generale discreto.
Richiamò di nuovo l’attenzione dei membri del Bosco, parlando a voce più alta.
- Bosco oscuro, date il benvenuto a Falco d’argento e gli altri, come ben sapete.
Uno sguardo di  terrore si impossessò dei tre ragazzi, che ben sapevano cosa li avrebbe aspettati nei giorni a venire.


Quella stessa notte Zephyr ricevette una visita tanto inaspettata quanto terribile.  L’agitazione per ciò che era accaduto la mattina e per il modo in cui si era detto addio con i suoi amici, lo teneva sveglio. Mentre continuava a rigirarsi nel letto, all’interno del suo rifugio ai piedi di una montagna, un rumore destò la sua attenzione. Si concentrò attentamente cercando di capire cosa lo avesse provocato e percepì un’aurea estremamente potente che conosceva bene. Allarmato, svegliò Horse, ordinandole di prendere con sé il figlio e mettersi al riparo. Uscì allo scoperto e si ritrovò davanti Golden hawk.
- Tu?  Com’è possibile? Nonostante tu sia una guardia reale, l’ingresso a Piccolo bosco delle Ninfe è interdetto ai membri di Bosco oscuro. Solo il generale Silver hawk e la mia squadra… -
Golden hawk rise. Una risata fredda, spietata.
- È vero, ma l'energia usata da Falco d’argento per andare da qui all’insediamento di Bosco oscuro è ancora presente. Non è stato facile, ma sono riuscito a sfruttarla a mio vantaggio per aprirmi un varco. –
Zephyr tentò di attaccare, ma ancor prima che riuscisse a muovere un passo, si ritrovò travolto da una valanga, sepolto da tonnellate di neve e ghiaccio insieme a tutto il suo rifugio, in cui si trovavano la compagna e il figlio. Golden hawk estrasse i tre corpi da sotto la neve e si assicurò che nessuna traccia di energia vitale fosse ancora percettibile. Assicuratosi che non ci fossero sopravvissuti, esclamò:
- Buon viaggio nel Regno degli Spiriti,  traditore! -
Si voltò per andarsene e vide splendere, da dietro le sue spalle, una luce abbagliante. Si girò nuovamente e vide Zephyr in piedi, fermo, con gli occhi fissi su di lui.
- Non è possibile!  Tu sei morto! –
- L’apparenza inganna, vecchio mio. –
Il colpo che ne susseguì scagliò Golden hawk indietro di diversi metri.
Zephyr gli si avvicinò e lo afferrò dalla maglia.
- Da… da quando sei così potente? – Golden hawk lo fissava ad occhi spalancati.
- Credimi, è meglio che tu te ne vada immediatamente. Potrei fare qualcosa di cui so già che mi pentirei,  nonostante tutto!
La guardia reale eseguì, allibita.
Quando fu rimasto solo, Zephyr si avvicinò ai corpi ormai senza vita di Horse e Zefiro.
- “Ci sono cose peggiori della morte!” -  bisbigliò. 
In quel momento,  richiamati dal trambusto, arrivarono Gazzella, Puma, Colomba e Dog. Trovandosi davanti a quello sfacelo, le ragazze chiamarono a gran voce la compagna. Il curatore accorse esaminando i corpi, sperando di essere ancora in tempo per fare qualcosa, ma infine si arrese, scuotendo tristemente la testa.
- È tardi!  -
- No! - fu l'unica cosa che Puma e Colomba riuscirono a dire. 
- Cos'è accaduto? – chiese Gazzella, facendosi forza
- Golden hawk! – 
Gazzella guardò i corpi in un misto di rabbia e preoccupazione.
- So cosa stai pensando, Gazzella. – Le disse Zephyr. - No, non lo ha mandato Falco d'argento e no, finché restate a Piccolo bosco delle Ninfe non correte pericolo. L’accesso che ha usato questa volta non gli servirà in futuro.
Dog lo osservava attentamente, con uno sguardo cauto  e perplesso. Qualcosa non lo convinceva.
Colomba si avvicinò. 
- - Zephyr, tu come… -
- - Sopravviverò! – La interruppe lui. – Ora bisognerà provvedere al rito del passaggio. Vi prego di aiutarmi in questo.
Le ragazze annuirono.
- Andiamo a radunare gli altri. -  disse Puma, asciugandosi le lacrime. – Dog, tu resta qui ad occuparti di lui. –
- Certo! – rispose. Poi aggiunse sotto voce - anche se dubito che gli occorrano le mie cure.
Zephyr sorrise.
- Vedo che sei attento, curatore. – Poi gli fece cenno di tacere.

Il rito del passaggio fu celebrato la sera stessa. Nel corso della cerimonia, Zephyr si sentì male, accasciandosi al suolo, e fu trasportato in infermeria. Dog proseguì lì il rito e portò una tisana a Zephyr, restando in silenzio. 
Zephyr accettò la tisana e prese a parlare. 
- No,  curatore, è stata una morte immediata. Non c'è stata alcuna sofferenza. –
- Ti dispiacerebbe chiamarmi con il mio nome? –
- Certo che no, ti chiedo scusa. Ho ancora le idee molto confuse. –
- Capisco. Quindi non hanno sofferto?
Zephyr annuì.
- No, morte sul colpo. Mi dispiace che sia andata così, comunque. Certamente si sarebbe potuto evitare. –
- Immagino che il mancato ritorno a Bosco oscuro abbia dato molto fastidio. – 
- Senza dubbio, ma come ho già detto, è stato a causa del generale Falco dorato che è accaduto tutto ciò, suo figlio non c’entra. –
- Come fai ad esserne certo?
La sentinella dell'aria guardò Dog sorridendo.
- Giusto. – concluse il curatore.
- Senti curatore, – 
- Mi chiamo Dog! -
- Dog,riprese Zephyr – facciamo un accordo: io non parlerò del tuo segreto e tu resterai fuori da questa storia.
- Io non ho alcun segreto! –
Zephyr rise.
- Sai, con Bosco oscuro distrutta Fenice non può risorgere, gli occorre quel Bosco da cui è originato per farlo. – sollevò un sopracciglio guardando il curatore . 
- Ed io che c’entro? –
- Tu sei molto irascibile, anche se, guardandoti così, non sembrerebbe. Non tolleri l'arroganza e quando si tratta della salute dei tuoi pazienti non guardi in faccia niente e nessuno. Saresti disposto a tutto pur di fermare un’ascesa di Bosco oscuro, vero? E quando… -
Dog lo interruppe.
- Ok, conosci la storia della mia vita. Mi farò i fatti miei! –
- Bene! Ora sarà meglio che faccia un salto a Bosco diamante. –
- Solo i curatori e le guardie reali possono… -
- Mai stato un problema!
Zephyr sparì in un mulinello d'aria diretto al Bosco del Re.

Dopo quegli avvenimenti nessuno sentì più parlare dei tre esiliati di Bosco oscuro per anni. A Piccolo bosco delle Ninfe era divenuto un argomento tabù. La partenza di Falco d'argento, Golden eagle e Dragoon e la morte di Horse e Zefiro, avevano lasciato un profondo vuoto nel cuore degli abitanti. Zephyr cambiò molto,  divenendo più serio e silenzioso. Non partecipava più alle feste e passava molto del suo tempo lontano dal Bosco. Le sentinelle di Piccolo bosco delle Ninfe, tuttavia, attribuirono tutto ciò alla grave perdita che aveva subito e non vi diedero grande peso.



Una storia nata da un sogno (Presentazione) - Prologo - Un falco dalle piume argentee (Prima parte) -  Un falco dalle piume argentee (seconda parte) - La sentinella (prima parte) La sentinella (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (prima parte) Come tutto ebbe inizio (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (terza parte) - Come tutto ebbe inizio (quarta parte) - Come tutto ebbe inizio (quinta parte) - Come tutto ebbe inizio (sesta parte) - Come una lepre a marzo - Non è facile fare il papà (prima parte) - Non è facile fare il papà (seconda parte) - Non è facile fare il papà  (terza parte) - Guai in vista (prima parte) - Guai in vista (seconda parte) - Guai in vista  (terza parte) - Guai in vista (quarta parte) - Ritorno a Bosco oscuro  (prima parte) Ritorno a Bosco oscuro  (seconda parte) - 

mercoledì 24 gennaio 2018

Ritorno a Bosco oscuro (seconda parte)

Gazzella si era addormentata. Doveva essere molto stanca dopo quella giornata. Il principe di Bosco oscuro dapprima si soffermò ad osservare i figli, poi si sdraiò accanto a lei e la abbracciò con delicatezza. Non aveva sonno, desiderava unicamente sentire il contatto con il corpo della sua donna, sentire che c’era, il suo respiro e il battito del suo cuore. Come avrebbe potuto perderla? 
La piccola Gazelle si svegliò piangendo e svegliò anche Falco pellegrino e la madre. Quest'ultima rimase nuovamente allibita quando vide il compagno prendere entrambi i figli e condurli a dormire nel letto grande, insieme a loro. Non gli aveva mai permesso di farlo, prima. Non sapendo più cosa pensare di quello strano comportamento, Gazzella tentò nuovamente di parlargli.
- Falcorn, sei sicuro che sia tutto a posto? –
- Ne parleremo domattina. È tardi. –
Lei si rassegnò e tentò di riprendere sonno, ma fu impossibile a entrambi.
Al mattino, Falco d'argento si alzò per uscire. Si soffermò a guardare la sua famiglia che dormiva nel suo letto e ad uno ad uno carezzò i volti di tutti i membri. Si avviò verso la radura grande per la colazione, ma mangiò poco e di malavoglia. Il resto della squadra lo raggiunse. 
- Buon giorno. – Salutò il principe di Bosco oscuro.
- Che ci sarà di buono… - rispose Golden eagle.
- Lo hai già detto a Gazzella? – chiese Dragoon.
- No. -
Tacquero.
Ben presto arrivarono anche Puma, Gazzella, Colomba e Horse con i rispettivi figli. 
- Buon giorno. – Puma salutò con un tono squillante e allegro. – Cosa sono quei musi lunghi, avete dormito tutti male? 
- Falco d'argento, dove sei finito ieri? Hai fatto preoccupare tutti noi. – Chiese Horse.
Lui non rispose. Vedendolo così, anche Colomba lo interrogò. 
- Ti senti bene? Hai un'aria strana. Cosa ti è successo? –
- È da quando è ricomparso ieri sera che è così. – rispose Gazzella nervosa. – E non vuole dire nulla. –
Falco d'argento parlò, con voce sommessa e tono vuoto. Le parole, pesanti in gola come un macigno, facevano fatica a fuoriuscire dalla sua bocca. 
- Torniamo a Bosco oscuro. – 
A quella frase piombò il gelo nel gruppo. Gazzella, sconvolta, gli chiese di ripetere, perché era per lei evidente che avesse sentito male.
- Torniamo a Bosco oscuro! – ripetè, stavolta con tono più deciso.
In quel momento, in tutta la radura scese un silenzio inquietante. I membri di Piccolo bosco delle Ninfe, sentite quelle parole, rimasero basiti. Ognuno di loro, senza alcuna eccezione, si voltò a guardare Falco d’argento.
- Come sarebbe a dire? – Horse voltò lo sguardo verso Zephyr che si affrettò a rispondere:
- Non io. Io resto! –
Falco d’argento stava per aggiungere qualcosa, quando Gazzella scattò in piedi come una furia e gli assestò un forte schiaffo sul viso, gridando contro di lui con tutta la voce che aveva in corpo.
- Traditori! Vigliacchi! Come potete farci questo? Come? –
Falco d’argento, incassato il colpo, fisicamente ed emotivamente, tentò di rispondere.
- Mio padre, il generale di Bosco oscuro, è rimasto mortalmente ferito in un combattimento. Mi è stato ordinato di tornare e prendere il suo posto. Gli altri devono tornare insieme a me. –
- Non posso crederci! – rispose Gazzella cercando di calmarsi. – Dopo tutto ciò che vi hanno fatto, dopo che vi hanno esiliati e cercato di uccidervi, al primo richiamo voi lasciate tutto, abbandonate le vostre famiglie e tornate lì? Ti prego, dimmi che è uno scherzo di pessimo gusto! –
- Io… - Falco d’argento esitò un momento – in realtà vorrei che voi ci seguiste. 
Gazzella non si trattenne più e gridò ancora più forte.
- Cosa? – 
- Naturalmente non subito. Prima dovrei organizzarmi in modo da non farvi correre rischi… -
- Non prenderti questo disturbo. Noi restiamo qui! –
La tensione fra i due venne rotta da Horse.
- Ma perché non vi rifiutate, come Zephyr? – 
- Perché non è il caso. – rispose Dragoon. - Nemmeno Zephyr dovrebbe; lui lo sa bene. –
- Cosa può accadervi di peggio che essere esiliati e ricercati per essere uccisi? 
Stavolta fu Golden eagle a rispondere.
- Per quanto possa sembrare strano, ci sono cose peggiori della morte. – 
- So bene che non è facile, - riprese Falco d’argento – Ma diventando generale avrei il rispetto di Bosco oscuro, così come lo avrebbero loro in quanto miei consiglieri. Tratterebbero con riguardo anche voi e i bambini. –
- Scordatelo! – sibilò Gazzella furiosa.
Falco d'argento, a questo punto, esplose in un impeto di rabbia. Batté il pugno destro sul tavolo di pietra con una tale furia da romperlo. I bambini, che osservavano terrorizzati il litigio, a quel colpo corsero a nascondersi dietro le donne.
- Va bene, se non volete seguirci non siete certo obbligate, ma i figli verranno con noi! Hanno sangue di Bosco oscuro nelle vene e non resteranno qui! –
- No! – Gazzella lo affrontò a testa alta e guardandolo dritto negli occhi. – Non permetterò che i nostri figli diventino schiavi di Bosco oscuro, come voi! –
A quelle parole anche Dragoon e Golden eagle andarono su tutte le furie. Senza più riuscire a trattenersi, le tre sentinelle si scagliarono sulle donne per riprendere i bambini, ma in aiuto delle madri intervenne Zephyr, ponendosi nel mezzo, pronto a lottare. 
- Smettetela subito! Tutto questo è inutile e fa solo più male ai nostri figli. Gazzella ha ragione, siamo tutti succubi del generale. – guardò gli amici negli occhi e aggiunse tristemente: - lo sapete bene anche voi! –
- Zephyr spostati e non t’impicciare! – Golden eagle cercò di far allontanare il compagno di squadra, ma lui fu irremovibile. 
- No! I bambini resteranno qui, tutti. Per portarli via dovrete passare sul mio cadavere! – 
Detto ciò si mise in posizione di difesa, pronto a dare battaglia.
Falco d'argento e gli altri si fermarono. Si guardarono tra loro e, infine, Falco d’argento disse:
- E sia Zephyr. Ti sei messo contro di noi, ma non combatterò ancora contro un mio parente. Sappi, però, che non dimenticherò la scelta che hai fatto oggi. -
Fu l'ultima frase che Falco d'argento disse a Piccolo bosco delle Ninfe. Appena terminato di parlare fece cenno a Golden eagle e Dragoon, voltò le spalle e aprì un varco per il Regno di nessuno, abbandonando definitivamente quel luogo.
Gazzella, Puma e Colomba rimasero a lungo come impietrite, senza riuscire a capire fino in fondo cosa fosse appena successo. I padri dei loro figli se n’erano andati. Lo avevano fatto davvero. La rabbia di Gazzella esplose incontenibile, senza mai placarsi del tutto.
Ciò che accadde a Piccolo bosco delle Ninfe nelle ore successive non è chiaro. Pare che un terremoto di una potenza nettamente superiore a tutti quelli che si erano verificati nel Bosco da che le sentinelle ne avevano memoria, scosse il terreno per svariati minuti, portando anche all’eruzione del vulcano sacro. Voragini lunghe chilometri spaccarono il suolo in lungo e in largo e crollarono interi pezzi di montagne. Le sentinelle della terra dovettero lavorare a lungo per rimediare a quel disastro.
Colomba, seppure forte, passò l'intero giorno in lacrime, visibilmente distrutta dalla partenza del suo compagno. Anche Puma, sebbene tentasse di nasconderlo, ebbe qualche seria crisi di pianto. L'unica che non versò nemmeno una lacrima fu Gazzella, ma ella divenne scontrosa e aggressiva come non era mai stata. Horse, sollevata dalla decisione del compagno di non partire, tentò come poteva di calmare le amiche, ripetendo che avrebbero sicuramente trovato una soluzione. 




Una storia nata da un sogno (Presentazione) - Prologo - Un falco dalle piume argentee (Prima parte) -  Un falco dalle piume argentee (seconda parte) - La sentinella (prima parte) La sentinella (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (prima parte) Come tutto ebbe inizio (seconda parte) - Come tutto ebbe inizio (terza parte) - Come tutto ebbe inizio (quarta parte) - Come tutto ebbe inizio (quinta parte) - Come tutto ebbe inizio (sesta parte) - Come una lepre a marzo - Non è facile fare il papà (prima parte) - Non è facile fare il papà (seconda parte) - Non è facile fare il papà  (terza parte) - Guai in vista (prima parte) - Guai in vista (seconda parte) - Guai in vista  (terza parte) - Guai in vista (quarta parte) - Ritorno a Bosco oscuro  (prima parte) -

lunedì 22 gennaio 2018

Ritorno a Bosco oscuro (prima parte)

Nonostante le divergenze di vedute tra Falco d'argento e Gazzella, la gravidanza procedette senza intoppi e terminò con la nascita di una bella bimba dai capelli verdi e lucenti come quelli della madre.
Il principe di Bosco oscuro si impegnò a crescere i due figli insieme alla compagna, stupendosi ogni giorno di più delle abilità del piccolo Falco pellegrino. I purosangue di Bosco oscuro non davano evidenza dei loro poteri fino agli otto anni di età, mentre suo figlio e gli altri tre ibridi iniziarono a manifestare il potere già alla tenera età di quattro anni. La precocità era facilmente spiegabile con la presenza in loro del sangue di Piccolo bosco delle Ninfe, ma i padri non riuscivano a non sorprendersene.
Falco pellegrino aveva ormai cinque anni, quando i genitori decisero di portarlo nuovamente nella Terra di nessuno, lasciando la figlia piccola con il nonno. Il bambino mostrò inizialmente un po’ di insofferenza verso il nuovo ambiente, ma ben presto cominciò a giocare sulla scogliera, sotto lo sguardo attento dei genitori. 
Falco d’argento, non sentendosi al sicuro, decise di fare un giro di perlustrazione. Giunse sull’apice della scogliera e si guardò intorno. Si trovava nel punto più alto, dal quale si potevano osservare al meglio i dintorni. Vide la compagna giocare con il figlio a rincorrersi e il piccolo creare accidentalmente una lastra di ghiaccio nel tentativo di prenderla. Gazzella scivolò sul ghiaccio e Falco d’argento si sporse a controllare cosa fosse accaduto. Notando che era tutto a posto si tranquillizzò. La sua calma, tuttavia, durò ben poco. Si rese conto improvvisamente di aver commesso un errore fatale: si era distratto. Quando tornò a concentrarsi era ormai troppo tardi. Golden hawk gli era piombato addosso da chissà dove e lo aveva afferrato alle spalle, immobilizzandolo e tappandogli la bocca.
- Ma che bella famigliola! – gli sussurrò crudelmente nell’orecchio. – Mi intratterrei volentieri con loro, tuttavia, - gli strappò il medaglione dal collo e lo bloccò con ancora più violenza mentre tentava di divincolarsi.  - c'è qualcuno che desidera vederti da molto tempo.
Gazzella cercò a lungo il suo compagno, chiamandolo e guardando in ogni angolo, ma non ne ebbe notizie fino alla sera quando, preoccupatissima, era ormai tornata a Piccolo bosco delle Ninfe con il figlio, al sicuro. Restare nel Regno di nessuno durante la notte era pericoloso, soprattutto con un bambino. I cacciatori avrebbero potuto attaccare. 
Quello che tornò a casa a notte fonda,  però, non era lo stesso Falco d’argento che era partito la mattina. Entrò nel rifugio mestamente, gli abiti stracciati e segni evidenti di lotta sul corpo. Gazzella, ben sveglia, gli corse incontro.
- Falcorn, ero preoccupatissima! Si può sapere cosa ti è successo? –
- Nulla! – lui rispose seccamente, con la voce rotta dalla rabbia e la paura.
- Come sarebbe a dire “nulla”?
Falco d'argento non rispose. Uscì dal rifugio e si allontanò fra gli alberi, lasciando Gazzella attonita.
Convocò telepaticamente la sua squadra, che lo raggiunse immediatamente in mezzo a un'enorme faggeta. Vedendolo in quello stato compresero che la situazione era grave.
- Problemi? – chiese Zephyr.
- Entro la fine della settimana torneremo a Bosco oscuro! – rispose Falco d’argento a denti stretti. 
- Cosa? – i tre interlocutori risposero all’unisono, poi Zephyr aggiunse:
- Cosa accadrebbe se non lo facessimo?
Falco d’argento lo guardò fisso negli occhi, senza dire nulla. In quello sguardo erano presenti tutte le risposte.
- Capisco! – concluse sotto voce il cugino. 
Restarono immobili e in silenzio per lungo tempo, fissando il terreno, senza il coraggio di parlare, fin quando nell’aria echeggiò nuovamente la voce di Zephyr.
- Io non vengo! Non tornerò a Bosco oscuro come un cagnolino spaventato. Non sono… – strinse i pugni e abbassò il tono della voce – un vigliacco!
Dragoon cercò di ribattere ma fu preceduto da Falco d’argento.
- Sei libero di scegliere, non posso certo costringerti a tornare. Sono stato chiamato a prendere il posto di mio padre come Generale di Bosco oscuro. Pare sia rimasto avvelenato durante uno scontro con il cacciatore Scorpion. Non c'è antidoto alla sua tossina. Per quanto sia forte, è destinato a perire in breve tempo.
- Perché devi essere proprio tu a sostituirlo? – intervenne Dragoon.
- Perché non c'è altra soluzione. –
- Ma siamo stati esiliati, scacciati da Bosco oscuro con disonore! E poi, hai 22 fratelli maschi, come può non esserci un’altra soluzione? –
- Così mi è stato ordinato e così farò! – tagliò corto. - Non sono disposto a correre rischi.
Tacquero nuovamente a lungo poi, non avendo più nulla da dire, Falco d’argento se ne andò per tornare al rifugio.